Universale di architettura :La rivoluzione informatica, sezione diretta da Antonino Saggio

Maria Luisa Palombo " Nuovi ventri. Corpi elettronici e disordini architettonici" , Testo e Immagine, Torino 2001

 

Nuovi ventri è un viaggio attraverso lo stretto rapporto che nel corso dei secoli si è venuto a creare tra corpo umano e produzione architettonica. Partendo da Vitruvio, fino ad arrivare a più recenti forme di rappresentazione, come quelle del performer Stelarc, l'obiettivo è quello di capire come a differenti idee di corpo siano associati differenti modi di relazione fra corpo e architettura. Il racconto passa attraverso la descrizione della "commensurabilità" tra uomo e spazio, dovuta alla visione leonardiana dell'uomo vitruviano, soffermandosi in seguito sull'idea di corpo come sistema percettivo e come sistema psicofisico, per poi sviluppare il concetto di "estendibilità del corpo" utilizzando come riferimento l'esperienza del teatro del Bauhaus. Come termine di questo percorso, arrivati ai giorni nostri, nell'era delle possibilità senza limiti, c'è l'individuazione del corpo come misura dell'eccesso : il cyborg. Mentre attraverso la prospettiva si otteneva la riduzione su un piano della profondità del mondo, la natura liquida del digitale permette di dialogare con gli aspetti più segreti della natura, per accedere alla dinamicità, alla flessibilità e alla sensibilità del corpo come sistema vivente. Nasce una nuova esigenza, quella di creare una convergenza fra principi morfologici dell'architettura e il corpo come sistema vivente : al criterio geometrico proporzionale, all'accordo sensibile e al corpo come estensione, si sostituisce una convergenza più intima, non più tra forme ma tra codici di informazione.

La narrazione del libro si concentra in seguito sulla realtà contemporanea architettonica, partendo da esperienze maturate a partire dagli anni 60-70. Le teorie sperimentali di Coop Himmelb(l)au, di Peter Cook e degli Archigram, sono tutte rivolte verso un desiderio di riprodurre nelle architetture le capacità comunicative e dinamico-adattative degli esseri viventi, piuttosto che una mera intenzione a emulare le forme anatomiche e zoomorfiche. Il corpo è inteso come un sistema di interazioni e connessioni, che è "attrattore" di una ricerca architettonica che non si muove più lungo un univoco criterio progettuale, ma intorno una serie di punti fissi, individuati nelle pagine del libro da 6 fondamentali elementi: dismisura, sradicamento, fluidità. visceralità, virtualità e sensibilità. Ognuno di questi sei punti fissi è narrato attraverso l'esperienza progettuale e l'analisi architettonica di architetti e studiosi che hanno dato il loro personale contributo a questa ricerca.


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Come ultima analisi il libro ci offre una serie di considerazioni su quello che dobbiamo aspettarci in futuro. Sicuramente l'avvento dell'elettronica ha completamente mutato il modo di vedere e di considerare la natura: non più un universo governato da precise leggi matematiche, ma un mondo estremamente flessibile ricco di caos e imprevedibilità. Così come la prospettiva era caratterizzata da uno sguardo oggettivo la cui logica rigida permetteva di ridurre sul piano la profondità del mondo, così il computer contrappone la possibilità di guardare nel caos e di scoprire in esso i nuovi schemi di ordine, grazie alla sua natura liquida che permette di dialogare con gli aspetti più segreti della natura. L'aspirazione è quella di ottenere negli ambienti costruiti la sensibilità e la flessibilità dei sistemi viventi. Le ultime ricerche si sono mosse affinchè si realizzi una macchina che sostituisca all'impostazione programmatoria, sequenziale e asettica del calcolatore tradizionale, la capacità di apprendimento, al sensibilità al contesto, la flessibilità delle funzioni e delle capacità proprie degli esseri viventi.

Nuovi ventri è una lettura articolata e molto densa. E' un percorso utile per capire alcune fondamentali linee direttive nella attuale ricerca architettonica, attraverso i tanti significati che l'uomo ha voluto dare al suo corpo, vero filo conduttore del testo. E' molto interessante vedere come questa analisi del corpo umano possa produrre molteplici e variegate soluzioni architettoniche. L'avvento del digitale ha sicuramente aperto un nuovo capitolo nel modo di fare architettura, se non altro, come principio di base, nel tentativo di dare nuovi significati alla complessità che c'è, che esiste nella vita. L'idea di una macchina che cerchi sempre di più di emulare la "reattività" e la capacità "relazionale" del corpo è quanto meno suggestiva, così come arrivare ad immaginare una architettura che attraverso l'apprendimento cresca in esperienza come gli esseri viventi: per ora un riscontro pratico lo abbiamo attraverso l'aiuto che la tecnologia da nel recupero di gravi forme di disabilità, o sempre nelle ricerche svolte per la realizzazione di ambienti ad uso di soggetti disabili. L'unica paura, che forse è piuttosto un dubbio che una paura, è che la tecnologia possa rendere pigri, assuefatti e stanchi e che si finisca col subire uno spazio piuttosto che viverlo.