Nuove sostanze. L'informatica e un rinnovamento dell'architettura

http://www.arc1.uniroma1.it/saggio/Articoli/IT/Manifesto.html

 

Commento

"Le categorie tipo-morfologiche dell'analisi urbana degli anni Sessanta e Settanta risultano sempre più sfocate se usate quali parametri di progetto".

Questa affermazione si trova alla base della progettazione che oggi si misura con uno dei fenomeni che più caratterizza la città contemporanea, cioè l'individuazione di aree dismesse, le "brown areas". Queste aree spesso si aprono come squarci anche all'interno di nuclei ben consolidati, ma una volta ospitavano le industrie manufatturiere: ora la società dell'informazione relega all'apparato produttivo spazi sempre più piccoli anche perchè la produzione si è spostata nelle università, negli uffici, nelle case, luoghi impensabili fino a poco tempo fa.

Girando nella periferia della nostra città e camminando lungo le strade del Laurentino 38, di Vigne Nuove, o nei pressi della stazione metro Anagnina, scopro come le aree dismesse spesso non siano solo il risultato dello spostamento o della riconsiderazione dell'apparato produttivo, ma siano anche la consapevole e naturale conseguenza di una architettura applicazione rigida e burocratica, figlia degli standard urbanistici, proprio quel tipo di architettura anni sessanta e settanta che nella riconsiderazione della città contemporanea risulta obsoleta. Le aree dismesse che qui si possono trovare non ospitavano edifici produttivi, capannoni o magazzini, non sono resti di archeologia industriale lasciati in stato di totale abbandono. Qui ci troviamo di fronte a luoghi-non luoghi, a tutte quelle linee che sulla carta in grande scala di queste enormi progettazioni urbane delimitavano aree di sosta, di parcheggio, aree per il tempo libero all'aperto, aree verdi, piazze e giardini. Il tutto spesso immaginato, progettato e costruito in modo sovradimensionato e sproporzionato: l'uomo non interagisce e non si relaziona a queste aree, non le vive, le attraversa e le osserva dai margini, con distacco, con aria dubbiosa.

Le brown areas delimitavano zone in cui insistevano industrie manufatturiere. L'uomo era ovviamente tagliato fuori.
Le "altre aree dismesse" nelle periferie romane delimitavano zone pensate per l'uomo. Anche qui, spesso, l'uomo si è ritrovato tagliato fuori.

Ecco a me piacerebbe che il "risarcimento di portata storica" (di cui si parla in "(del paesaggio)") riparta anche da questa considerazione.

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