THE TOOL

Alba, deserto, antenati : 2001, odissea nello spazio. La sequenza iniziale racconta come la l'uso di un osso come "strumento" di difesa, scateni una vera e propria rivoluzione all'interno della popolazione di primati che fece tale scoperta. C'è sempre stato uno stretto rapporto tra strumento materiale e conoscenza intellettuale, tra fatti di vita materiale e fatti di vita intellettuale, tra lo strumento generalmente inteso e la maniera di interpretare il mondo. L'evoluzione è accelerata dalla nostra capacità di creare strumenti : gli strumenti sono degli apripista.

Tempo e spazio.
Partiamo dalla parola VOLTA, intesa con il duplice significato di giro (il giorno, il mese e l'anno) e di volta celeste. L'uomo ha sempre sentito il bisogno di contare e ha quindi sempre cercato strumenti che gli permettessero di farlo. Gli strumenti per contare e il concetto di contare sono sempre stati associati alla cognizione del tempo e al ripetersi dei giorni e in particolare al concetto di inizio/fine e di alba/tramonto. Si scandisce il giorno come il percorso che il sole fa nella volta celeste: un giorno, una volta celeste, una volta. Di coseguenza la luna impiega 30 volte per tornare al so stato iniziale, e tutto riprende dopo 360 giorni/volte.
Tre problemi connessi alla parola volta sono : cosa contare, come contare, come calcolare.
Tutto è riconducibile alle strumentazioni per misurare il tempo, che in un certo qual modo è uno strumento astratto ma tanto più concreto nella sua utilità di calcolare il tempo. Considerando la volta come un angolo di 360 gradi (diviso poi ulteriormente in altri 4 angoli) questo permette la materializzazione di una cosa astratta (il tempo).

Alfabetizzazione.
I greci inventano l'alfabeto e la sua astrazione legata al problema di contare: quindi il modo di pensare del mondo greco è legato all'alfabetizzazione e all'idea di numero: senza questi due strumenti non si sarebbe potuta avere la griglia urbana. Il numero ha a che vedere con il tempo, l'alfabeto con la spazializzazione del tempo. Secondo De Kerckhove c'è connessione tra alfabeto greco e griglia urbana, proprio perchè l'alfabeto introduce un nuovo modo di rappresentare lo spazio : la prima griglia urbana ideata da Ippodamo da Mileto è direttamente consequenziale all'invenzione dell'alfabeto.

Paesaggio mentale
da AS Preface Flyng Carpets, in Bruce Lindsey Digital Gehry,Birkhauser  2001. Siamo abituati a rappresentare un'architettura già realizzata. A disegnare (o misurare) le piramidi o un palazzo rinascimentale per far ritornare sulla carta qualcosa che conosciamo come una realtà già esistente nello spazio. Ma ci siamo mai chiesti l'inverso. E cioè come e quanto un oggetto reale "assomigliasse" al modo che i suoi contemporanei avevano di rappresentarlo. Forse questa domanda renderebbe evidente che sono le conoscenze stesse che "si rappresentano" nell'oggetto architettonico. Le regole basilari della trigonometria sono fotografate nelle piramidi, un calcolo basato sulla geometria (e non sui faticossimi numeri romani I, II, III, IV) è alla base del Pantheon, la perdita della padronanza geometrica-aritmetica è evidente nel cavernoso e traballante interno di una chiesa romanica, senza le righe e le regole della prospettiva non vi è un "ordinato" palazzo rinascimentale, e senza i volteggi di un compasso non avrebbero preso forma le curve di San Carlino o di Sant'Ivo. Insomma se pensiamo "anche" allo strumento guadagniamo una chiave per capire come alcune spazialità sono nate".
Ciò che accade ad uno spazio in un determinato tempo è la concezione di quello che accade al “paesaggio mentale” di quella determinata epoca. Il paesaggio mentale può essere inteso come lo stretto rapporto tra nostro il livello di conoscenza scientifica e maniera con cui si fa urbanistica e architettura. Il paesaggio mentale è un livello di conoscenza (scientifica e contestualizzato nel momento storico) non solo dovuto all'esperienza, e quindi sperimentato, ma anche simbolico. Architettura è (quindi) farsi cosa concreta di un paesaggio mentale : se non ho la concezione di un triangolo non potrò mai costruire una piramide.
La prospettiva è l'invenzione centrale del mondo rinascimentale: questa nuova conoscenza scientifica crea necessariamente un nuovo paesaggio mentale. Precedentemente, nel periodo Gotico, l'architettura era caratterizzata da forme slanciate e ripetute, da un grande uso di decorazioni, e da un apparato figurativo molto ricco. Grazie all'invenzione della prospettiva cambia tutto: la nuova architettura che ne scaturirà sarà a immagine e somiglianza del nuovo paesaggio mentale, in cui è presente la prospettiva. La nuova architettura che nasce deve essere prospettivabile. Il nuovo sistema sarà quindi definito da pochi elementi modulari e riconoscibili, (come nel mondo classico) che siano facilmente disegnabili e prospettivabili.
Modularità, simmetria, proprzionalità.


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