

FOG in Rome 23-5-05
Gehry ha la visione di un mondo fortemente tridimensionale, materico, che guarda alla costruzione in maniera diretta, a differenza di Eisenman che ha la visione di un mondo concettuale, astratto, legato ai vettori.
Cinque sono i temi nella progettazione in Gehry: assemblare, spaziare, separare, slanciare (fondere), liquefare.Assemblare
Gehry nasce nei primi anni '30. Molto giovane si trasferisce da Toronto a Los Angeles. Studiare architettura a Los Angeles e comincia nell' urbanistica, prendendo varie specializzazioni. Negli anni '60 apre un proprio studio, e acquisisce un certo credito come persona molto razionale attenta ai dati concreti del problema. Come Eisenman, Gehry condivide il fenomeno della rifondazione, cioè la crisi. Alla base di questa rifondazione e al centro della propria ricerca, ci sono non tanto gli aspetti pragmatici dell' architettura, ma l' architettura come elemento di ricerca nel campo antiestetico, antiespressivo. Non abbandona il discorso funzionale e costruttivo, ma cerca di ricomprendere i fenomeni pragmatici all' interno di un quadro concettuale più alto. Nel '78 costruisce una casa per sè, assemblata intorno ad una preesistenza e operando un ampliamento che contiene la cucina, lo studio, ecc. Questa casa è una vera e propria rivoluzione dal punto di vista spaziale e linguistico: in particolare la tecnica dell' assemblare i pezzi senza un'idea compositiva, come fossero accatastati, quasi fosse dettata dai materiali stessi. Questo metodo fa assumere ai materiali una forza inedita, quasi scandalosa, anche perchè usa una estetica e dei materiali grezzi che sembrano appena usciti dagli smorzi.Il paesaggio mentale dove Gehry lavora e colloca le sue architetture è denominato Cheap scape (paesaggio povero). Questo ha a che vedere anche con delle memorie personali dell'infanzia vissuta all' interno della ferramenta del nonno, che lo videro ebreo povero, soprannominato fish alludendo alla puzza e poi la sua passione hobbistica di girare tra gli smorzi, per conoscere meglio i luoghi di produzione dei materiali. Altra componente riguarda il panorama artistico di quegli anni, attraversato dalla Pop art, fenomeno che ha avuto una forte accelerazione nella seconda metà degli anni '50, che banalizza ma riporta sotto il riflettore dell' arte aspetti della vita quodidiana, popolare, ecc. Un quarto è proprio la città di Los Angeles, che è di per se una metropoli con queste caratteristiche e con grandi ambiti periferici, poveri, che in qualche maniera vengono assunti all' interno del nuovo paesaggio mentale di Gehry.Spaziare
La generazione precedente considerava l'edificio una macchina, posto su uno spazio cartesiano omogeneo che entra in relazione con gli altri edifici, quasi in maniera magnetica, in un paesaggio mentale popolato da oggetti macchine in costante accelerazione. Già negli anni '60, questo tipo di modello mentale entra in crisi per il fatto che non riesce a creare spazi urbani di potenzialità e stratificazione. Intorno alla metà degli anni '70 si formula una teoria per cui architettura e urbanistica non si fanno con oggetti isolati ma attraverso le loro interrelazioni specifiche, studiando i rapporti che nascono tra loro e soprattutto ponendo al centro lo spazio intercluso tra gli edifici, che è la vera sostanza dello spazio urbano. Gli edifici non devono più essere isolati ma devono far parte di questa coreografia urbana. La Casa del Cineasta è una casa organizzata coreograficamente all' interno di un' area quasi fosse un piccolo villaggio: l' assemblaggio visto prima qui si muove in modo diverso perchè non è più semplice assemblaggio di materiali ma è coniugare corpi volumetrici attorno ad un concetto di spazio. Tra le conseguenze cui porta questo tipo di ragionamenti sicuramente il fato che i volumi devono assumere una valenza autonoma, devono essere nominabili e riconoscibili, perchè sono gli attori di questa nuova scena, prendono un' autonomia figurativa. Questa tecnica nell'operazione progettuale ha degli ovvii risvolti dal punto di vista della funzionalità ma ha anche dei dal punto di vista della costruttività.
Es. Campus Universitario. Questo è costituito da una serie di oggetti non isolati che entrano in relazione tra loro. Questa è una logica di pianificazione vincente in quanto consente delle modifiche, futuri sviluppi e soprattutto ampliamenti e nuove realizzazione in una seconda fase.Separare
Questa è fase del lavoro combina le tecniche di assemblaggio e spaziatura con una tecnica di derivazione quasi chirurgica che è quella del separare, del tranciare, del dividere. Intorno metà degli anni '80 questa fase caratterizza alcuni progetti. Es. Centro Commerciale si mostra con un serie di elementi predominanti, tra cui la molteplicità di usi e non soltanto di forme che c'è alla base del progetto, e l' elemento che fronteggia la strada che è minimo per invogliare la penetrazione all' interno. Insieme a questa tecnica del separare, entra in gioco un' altra componente di derivazione Pop Art che fa assumere ad alcune parti ruoli iconografici ( oggetti a scala enorme, ecc. ).Slanciare ( Fondere )
Altra modalità, diversa da quella del separare, è quella del fondere. Ad iniziare questo processo ci sono vari progetti tra cui il Museo della Fabbrica della Vitra, un edificio a Praga e anche Bilbao. Per capire questa operazione, si prende un' analogia critica con il Futurismo e in particolare con Boccioni. (legame con l'analogia tra il cagnolino di Balla e le oscillazioni fatte da Eisenman nella Casa Guardiola). In questo caso si mostra un atteggiamento di movimento, di sfocatura della forma. Questa tecnica, che puo definirsi vettoriale o bidimensionale, va creando una forma architettonica attraverso dondolii concettuali che hanno la loro origine in Balla, ma che sono rimasti assolutamente dormienti, e che hanno generato un' architettura solo 70 anni dopo. L'analogia di Gehry è anch'essa con il Futurismo italiano, di nuovo con questo ambito culturale,ma in maniera diversa: la prima è sostanzialmente bidimensionale, vettoriale, concettuale, mentre questa fortemente tridimensionale, materica, e dinamica in maniera diversa. Mentre i movimenti di Eisenman hanno come paesaggio mentale l' implosione, (movimenti tutti trattenuti), in Gehry il ragionamento in atto è completamente diverso. Il pensiero futurista era contro il modello rinascimentale e prospettico in tutte le sue componenti: nel quadro il simbolo di questo atteggiamento prospettico era la cornice, e gli sforzi delle avanguardie erano di rottura della cornice. Nel mondo della scultura il tema della prospettiva si evidenzia in altro modo, con il concetto del piedistallo, simbolo dell' autonomia dell' oggetto scultoreo rispetto all' ambiente: volevano una scultura violentemente antipiedistallo, che negasse questo isolamento dell' oggetto nell' ambiente. L'idea della dinamo, fa slanciare delle linee forza all' interno dell' ambiente, per dinamicizzarlo. Nella scultura di Boccioni c'è una collisione di un insieme di linee forza in una struttura ambiente antipiedistallo che ha la forza di dinamicizzare l' ambiente. La parola chiave diventa traiettoria, perchè è quel vettore spaziale deformato che lancia fuori da se le linee forza. A Bilbao Gehry rimette in gioco tutto, e quest' opera nasce all' interno di questa poetica.
Sceglie l' area di progetto, area di intersezione urbana, estremamente caotica, ricreando il paesaggio mentale nativo, periferico, non bello. Il museo si attanaglia all' interno dell' area scelta, che ha il fiume da una parte e un ponte che lo attraversa in modo da inserirsi come strumento di modificazione attiva di questa situazione. Al centro dell' edificio c'è un atrio che rappresenta il fulcro del museo, si accede a quest' atrio prima da una piazza poi da una scalinata. La particolarità dei volumi è che possono concettualmente muoversi l' uno rispetto all' altro, conservando la topologia organizzativa di base, per una logica di tipo funzionale che permette l' adattabilità funzionale del meccanismo innanzitutto dal punto di vista del rapporto con la città. Questo permette di risolvere una serie di problemi, uno è quello di caratterizzare gli spazi urbani, quindi di risolvere funzionalmente le varie parti dell' area. Quindi la parola urban scape, spiega che i vari movimenti dell' opera sono fatti per valorizzare una serie di spazi urbani che funzionano al meglio. Es. il percorso sul lungo fiume, è una protezione al museo, senza ricorrere a recinti o cancellate.
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