Tempo è

Mettendo in relazione tempo e spazio, oggettività è la parola chiave per dimostrare che il tempo è la prima dimensione dello spazio e non la quarta. Il mondo industriale era legato all'oggettività e raffigurava la realtà attraverso un sistema dato di spazio e tempo. Il tempo, nella società industriale, era considerato come oggetto fisicamente dato, e quindi oggettivo, meccanico, calcolabile, mentre oggi si ha un tempo più personalizzato. L'era dell'informazione è cratterizzata dal passaggio da oggettività e soggettività: prima l'orologio era un sistema localizzato, ora è dappertuto, è un sistema diffuso. Per poter affermare la tesi che Il tempo è la prima dimensione dello spazio, è necessario effettuare un ragionamento attraverso una serie di postulati. Innanzitutto Einstein descrive lo spazio come moto di un corpo rigido. Postulati: 1_ tempo prima dimensione dello spazio. Definizione: lo spazio è un intervallo percorribile. In uno spazio a zero dimensioni lo spazio coincide con con un punto: il punto contiene tutto o niente ed è considerato concentrazione di energia senza spazio. 2_ se pensiamo che il punto abbia un movimento lineare, genera una linea. Vivendo in un mondo bidimensionale tutto quello che riusciremmo a vedere sarebbe niente altro che una linea. Per avere percezione dello spazio bisogna considerare il tempo che impiego per percorrerlo. Quindi ( 3_) il punto non ha ne spazio ne tempo. Se la linea si muove, genera una superficie, il cui spazio si può comprendere meglio attraverso un percorso, considerandolo cioè come un intervallo percorribile. Prendendo un piano e traslandolo ottengo un solido a 3 dimensioni: questo nuovo mondo non è oggettivo perchè percepibile solo dagli uomini vivendo in 3 dimensioni ma rimane una percezione relativa in quanto, ad esempio, un verme piatto lo vedrebbe in maniera diversa. Il 4_ dice: ogni sistema di riferimento inferiore è contenuto da un sistema superiore. Il 5_ dice : da un sistema inferiore si ha la proiezione di uno di livello superiore. Il 6_ dice: ogni sistema di riferimento è valido al suo interno e ha uno spazio e un tempo autonomo, quindi soggettivo. Significativa è la figura del salto, perchè solo grazie a un salto "mentale" un mondo di dimensione inferiore può avere la percezione di uno di livello superiore. Noi abbiamo la possibilità di creare uno spazio mentale, che ci differenzia dal verme proprio perchè noi dotati di immaginazione e capaci di creare spazi mentali. Il problema non è raggiungere la verità ma piuttosto coglierne l'utilità. Nel campo informatico, gli strumenti collegati all'informatica cambiano in continuazione: nelle telecomunicazioni si sono fatti salti giganti, cambiando di conseguenza l'idea di spazio e di tempo.

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