Eisenman (parte a)

Il codice di livello d' intelligenza superiore che il mondo vettoriale ha rispetto al mondo raster è il principale elemento di differenza tra questi due mondi. Questo codice influenza in maniera importante la progettazione, in quanto riguarda un paesaggio mentale che si sviluppa all' interno del momento storico attuale. Il mondo vettoriale dei "Layers" figlio della implementazione informatica che gli ha garantito grande impulso e sviluppo, non soltanto sotto il punto di vista tecnico, ma sul fatto che permette ad una riflessione critica sulla progettazione che contengano alcune caratteristiche dello strumento informatico. In genere la ricerca sul progetto è una operazione critica, che mette insieme meccanismi della storia dell' architettura e meccanismi che sono in relazione con altri strumenti del pensiero contemporaneo.

Eisenman
E' molto stretto il rapporto che c'è tra Giuseppe Terragni e Eisenman. Eisenman comincia il suo percorso progettuale e di ricerca proprio a partite da Terragni, perchè agli inizi degli anni '60 lo studia attraverso il suo maestro inglese Colin Roe, che lo introduce all' interno dell' architettura con dei parametri critici non tradizionali. Non guarda l'architettura nella sua complessità di motivazioni retoriche, sociologiche e costruttive, definita all' interno di un ampio contesto di riferimenti e connessioni. Fa invece un'operazione di totale unilateralità interessandosi a temi formali, astraendo dall' architettura alcuni principi sintattici e grammaticali e analizzandoli indipendemente l'uno dagli altri. Questa operazione di astrazione di aspetti formali e sintattici gli permette di analizzare alcuni tipi che possono anche generare architetture anche molto lontane l' una con l' altra: riconducendo le diverse architetture a questi principi si possono trovare analogie anche tra le opere di Le Corbusier e di Palladio. Eisenman si forma all' interno di questo modo di intendere l'architettura. Viene in Italia e da Como comincia a studiare Terragni, proprio guardandolo solo ed esclusivamente da un punto di vista puramente sintattico e grammaticale, soffermandosi su alcune regole di formazione del progetto e tralasciando del tutto le implicazioni delle sue opere con la politica, il contesto storico, le ragioni costruttive, ecc.
Si concentra in particolare su due opere : la Casa del Fascio e la Casa Giuliani Frigerio. Analizza queste opere attraverso moltissimi diagrammi formativi e sistemi generativi: la particolarità è che entrambe le opere si muovono su meccanismi formativi opposti. Mentre la Casa del Fascio è un cubo fatto con un processo di erosione, dal perimetro esterno verso l' interno, la Casa Giuliani Frigerio subisce un processo di esplosione, partendo da un cubo centrale le parti tendono a staccarsi da questo nucleo, dall' interno verso l' esterno.
L' opera più interessante di Eisenman collegata a questa riflessione critica sul lavoro di Terragni è l' HOUSE 2. In quest' opera riesce a coniugare insieme in maniera originale la Casa del Fascio e la Giuliani Frigerio ma lo fa ragionando sulle due forze di esplosione e implosione, creando un area virtuale esterna (come nella Casa del Fascio) ma spingendo dinamicamente all' interno le parti. La casa si organizza su una forma ad L, forma molto ricorrente nelle architetture di Eisenman.

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